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sabato, Luglio 24, 2021
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Le imprese agricole young e l’esonero contributivo

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E’ possibile effettuare le domande per chiedere il contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Rilancio e destinato alle imprese danneggiate dal coronavirus. Ne possono beneficiare anche gli agricoltori, in qualunque forma societaria, compreso chi integra la produzione con attività agricole connesse, o chi svolge attività eccedentarie rispetto al reddito agrario, nonché i titolari di partita Iva agricola fino a 7mila euro e, tra questi, anche gli agricoltori in regime cosiddetto di esonero.

Inoltre, esonero contributivo, per due anni, a favore degli under40 che avviano una nuova impresa agricola nel 2020. Per 24 mesi potranno non versare i contributi ALL’INPS, avendo però garantita la copertura ai fini della pensione. Per avere l’esonero, bisogna presentare domanda (in via telematica) all’Istituto di previdenza, entro 120 giorni dalla comunicazione di inizio attività. Chi ha già avviato l’impresa avrà comunque 210 giorni di tempo per inoltrare la richiesta. Le indicazioni operative per dare attuazione all’incentivo introdotto dalla legge di Bilancio 2020 sono contenute nella circolare Inps n. 72 del 9 giugno 2020. Per i titolari di partita Iva, per richiedere il fondo a sostegno delle perdite subite a causa di coronavirus e lockdown, bisogna dimostrare una riduzione di almeno il 33% del fatturato conseguito nel mese di aprile 2020 rispetto al mese di aprile 2019, e non bisogna aver conseguito nel 2019 ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro.

La notizia importante è quella dell’esonero ALL’INPS. L’incentivo (che non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente) consiste nella possibilità di non versare contributi ALL’INPS, senza però conseguenze negative per la pensione, per i primi 24 mesi di attività. La riduzione contributiva si applica alla quota per l’invalidità, la vecchiaia e superstiti (IVS) e al contributo addizionale cui è tenuto lo IAP e il CD per l’intero nucleo. Sono esclusi dall’incentivo, invece, il contributo maternità per ciascuna unità attiva iscritta alla gestione speciale dei coltivatori diretti e per gli imprenditori agricoli professionali; il contributo Inail, dovuto dai soli coltivatori diretti.

Il contributo viene commisurato all’ammontare della perdita, applicando a tale somma una percentuale che varia dal 20% al 10%, per un importo riconosciuto che va da un minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per le imprese. Notizie che fanno riflettere sull’importanza per i giovani di avvicinarsi al mondo dell’agricoltura e avviare imprese in tale settore. La strada migliore per i giovani interessati è quella di intraprendente una candidatura per un ruolo di stagista presso un’azienda agricola esistente o un agriturismo.

All’inizio, il compenso sarà piuttosto basso, ma permette di imparare sul campo tutto ciò di cui si necessita per avviare autonomamente un’attività. Importante è comprendere la parte tecnica e manageriale del mestiere e calcolare quanti ettari di terreno servono inizialmente: il numero di ettari dipende dalla coltura e dal tipo di attività che si intende avviare. Lavorare presso un’apicoltura, ad esempio, aiuta a capire che in realtà ne bastano davvero pochi. Sempre più diffuse sono le imprese agricole attente all’ambiente, che non utilizzano fertilizzanti di sintesi o antibiotici per l’allevamento degli animali, riuscendo a garantire prodotti biologici certificati. Possono offrire anche beni e servizi, sotto forma di ospitalità e ristorazione: in tal caso si parla di agriturismo, dove i prodotti e le materie prime fornite ai clienti provengono direttamente dalla medesima azienda agricola. Un mondo da riscoprire, anche grazie all’innovazione tecnologica e alle applicazioni, che può affascinare le giovani generazioni e permettere di avviare attività di business importanti sia per le comunità locali che per l’ambiente. Un’attività che appare connessa direttamente alla cura e allo sviluppo dei cicli biologici, di carattere vegetale o animale, che utilizza il suolo, il bosco e le acque dolci o di mare. L’azienda agricola è un’impresa artigianale che produce e vende prodotti eno-gastronomici, valorizzando le eccellenze del territorio e seguendo i cicli naturali. La sua finalità è di garantire una manifattura di alto profilo biologico e qualitativo.

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