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domenica, Dicembre 5, 2021
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La transizione verso la quarta rivoluzione industriale nel Mediterraneo

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La transizione verso la quarta rivoluzione industriale, combinata con le attuali crisi economiche e di governance, rende essenziale riconsiderare il capitale umano e rivedere la formazione in rapporto al mercato del lavoro, per generare prosperità e stabilità.

Le innovazioni tecnologiche e la digitalizzazione rappresentano, al momento, enormi opportunità di crescita per il bacino del Mediterraneo. Per tale regione, una transizione di successo potrebbe garantire una nuova competitività alle imprese, ma tali innovazioni non sono adeguatamente diffuse in tutto il bacino. Non affrontare tali sfide vuol dire non considerare l’emergere delle nuove opportunità frutto della transizione tecnologica.

Dodici anni dopo la crisi finanziaria globale, ci troviamo di fronte a una situazione senza precedenti. Uno tsunami ha confinato milioni di persone nelle loro case, ha scosso i mercati azionari, chiuso mercati, ristoranti e strade, paralizzando le nostre economie. La storia insegna che questa situazione potrebbe modificare i sistemi politici ed economici, riconfigurare idee e teorie e imporre cambiamenti radicali al nostro modo di vivere. In questa occasione, l’innovazione e la tecnologia digitale sono stati gli alleati inaspettati che hanno contribuito ad alleviare l’impatto del coronavirus su comunità, aziende e governi. Nel caos, sta emergendo una nuova era digitale, nuove opportunità. Attualmente, i vantaggi della tecnologia non vengono condivisi equamente, poiché oltre 3,6 miliardi di persone in tutto il mondo non hanno ancora accesso a Internet. Nell’economia informale, lo smart-working non viene applicato. Per milioni di bambini, l’accesso all’istruzione online è un sogno“, ha dichiarato Anwar Zibaoui, Coordinatore generale di ASCAME, l’Associazione delle Camere di commercio e dell’industria del Mediterraneo.

Il cambiamento del lavoro verso nuove visioni tecnologiche minaccia alcune logiche occupazionali ma crea anche nuove alternative. Le relazioni occupazionali, i network commerciali, il rapporto tra imprenditori e dipendenti così come i servizi e la mobilità si stanno evolvendo. L’unica chiave per governare tale processo è migliorare l’innovazione, la formazione e l’istruzione. Il futuro del continente europeo, del Mediterraneo e dell’Africa risiede in questa transizione e nell’adattamento così come nell’idea della condivisione di esperienze e nell’attuazione di programmi di cooperazione. Le politiche dei governi del Mediterraneo concentrano la loro attenzione sulla creazione di posti di lavori e non sulla creazione di imprese e capacità imprenditoriali. Un modello obsoleto, statalista, che guarda positivamente a finanziamenti importanti per l’occupazione pubblica senza la giusta considerazione delle eccellenze imprenditoriali e delle imprese. Non dimentichiamo che “il progresso economico è collegato alla formazione, alla ricerca e all’innovazione. Esiste una correlazione tra progresso sociale e attività economica delle imprese“, ribadisce il responsabile dell’Associazione delle Camere di commercio e dell’industria del Mediterraneo. La sfida economica più importante per il Mediterraneo non è legata soltanto alla diversificazione economica e a sistemi fiscali più competitivi ma soprattutto alla creazione di un’occupazione adatta ai giovani e alla sostenibilità.

Dobbiamo lavorare alla combinazione di talenti e abilità che sviluppano un’idea di Industria 4.0 con una visione di ricchezza e pace sociale. Dobbiamo occuparci della formazione, della forza lavoro del futuro e sulla qualità di tale formazione. I lavori da incentivare per la transizione sono le competenze, le capacità digitale e il pensiero creativo. E’ essenziale istituire una piattaforma comune dove poter riunire tale eccellenze e far crescere le imprese del Mediterraneo“, sottolinea Anwar Zibaoui. Facilitare un dialogo progressivo che comprenda e rispetti i valori e la cultura del nostro bacino comune. Investire nei giovani risulta essenziale per sbloccare le problematiche demografiche, allineando le prospettive economiche e sociali dei governi con quelle delle aziende e delle organizzazioni internazionali. Investire in un’azione comune per garantire prosperità, successo per il futuro e una realizzazione concreta della transizione verso la quarta rivoluzione industriale.

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