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domenica, Agosto 1, 2021
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La logistica del Porto di Trieste e lo Shipping 4.0

Un momento di confronto sulle principali tematiche dell’industria 4.0 nel settore portuale

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Promuovere lo shipping 4.0 per il Porto di Trieste e il compartimento logistico legato all’attività portuale vuol dire mettere in luce un importante e storico porto franco e le possibili opportunità economiche regionali e nazionali. La recente conferenza, ideata e organizzata da Promoest srl, con il supporto della locale AdSP, è stata caratterizzata da due importanti tavole rotonde che hanno visto partecipare esponenti universitari, imprenditori ed associazioni di settore. La realizzazione dell’evento è stata resa possibile grazie al promotore dell’evento Assiterminal, in collaborazione con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale Porti di Trieste e Monfalcone, al media partner Ship2Shore, all’appoggio dei Silver Sponsor Confetra, Retelit, RINA, Snam, Vitrociset, ed infine ai Patrocini di ALIS, Assagenti, Assocostieri, ATENA, Camera di Commercio Italo Cinese, Confitarma, Fedespedi, Ordine degli Ingegneri Provincia di Trieste, SIE Lab e Start 4.0.

Porto di Trieste, boom nel 2018: movimentazione complessiva +4,87%,  container +15%L’obiettivo è stato quello di creare un momento di confronto sulle principali tematiche dell’industria 4.0 nel settore portuale, applicandole in particolare allo scalo di Trieste, situato al primo posto per traffico merci in Italia. Lo shipping di domani sarà diverso da quello di ieri e di oggi, ma la cultura e le tradizioni frutto di molti secoli di storia saranno un grande bagaglio per compiere un eccezionale salto di qualità e la portualità giuliana intende arrivare ben preparata a questo “appuntamento con la storia”, forte delle sue esperienze e delle competenze maturate in oltre 300 anni di storia del Free Port. Tra le armi messe a punto dalla governance portuale retta dal presidente dell’AdSP Zeno D’Agostino certamente vi è la ferrovia: “sui binari che arrivano in banchina le merci possono partire rapidamente verso le destinazioni terrestri, un sistema logistico che mette in rete gli inland terminal regionali sino a costituire un retroporto unitario“.

Un momento di particolare fulgore per Trieste, protagonista di sviluppi su varie direttrici, tanto da essere diventato uno dei poli strategici della logistica tricolore. Un progetto che ha il consenso e il supporto della Regione Friuli-Venezia Giulia, facilitatore di questo innovativo concept di regione porto. I nodi della rete sono stazioni e terminal di terra. Angelo Scorza di Ship2Shore ricorda anche che “l’AdSP mette in cassa, per una pronta spendita, circa 400 milioni di euro in arrivo dall’Europa via PNRR, da investire su espansione delle infrastrutture e transizione energetica“. D’altronde, Trieste si è confermata primo porto ferroviario italiano, elevando la quota parte delle merci inoltrata sui binari ad oltre il 50% per le merci in container, ovvero su valori che assomigliano agli standard d’efficienza del Northern Range europeo. 

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Domenico Letiziahttps://www.domenicoletizia.it/
Giornalista, scrive per il quotidiano "L’Opinione delle Libertà", e analista economico e geopolitico. Ricercatore e social media manager del “Water Museum of Venice”, membro della Rete Mondiale UNESCO dei Musei dell’Acqua. Responsabile alla Comunicazione per numerose società di consulenza e internazionalizzazione.
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