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mercoledì, Giugno 29, 2022
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Ismed e Lumsa insieme per valorizzare le potenzialità del Mediterraneo

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L’Istituto di Studi sul Mediterraneo – Ismed, ubicato a Napoli, si ispira ad una visione di un Mediterraneo di pace e prosperità, basata sui valori che accomunano i Paesi dell’area. Un centro nato per porre le tematiche e le opportunità di cooperazione nel Mediterraneo come prospettiva di sviluppo sostenibile. Nasce dall’idea che il Mediterraneo può essere un’opportunità di crescita e sviluppo sia per i paesi più ricchi della sponda nord che per quelli della sponda sud.

La missione dell’Istituto di Studi sul Mediterraneo (Ismed) è identificare e analizzare le dinamiche dei processi di crescita e sviluppo socio-economico dei paesi dell’area Mediterranea. Attraverso un approccio fortemente interdisciplinare , la ricerca dell’Ismed si concentra su temi specifici quali lo studio delle migrazioni, l’energia e l’ambiente, la natura dei processi di sviluppo economico e sociale, la logistica e i trasporti, lo sviluppo urbano, lo sviluppo delle infrastrutture di rete e la diffusione delle tecnologie in ambiti socio-economici e culturali, il patrimonio artistico e culturale.


L’attività di ricerca non ha solo finalità meramente scientifiche e accademiche ma ha anche intenti informativi e divulgativi.

Lo scopo ultimo dell’Ismed è quello di fornire teorie interpretative dei fenomeni, proiezioni sui possibili scenari futuri e indirizzi di policy che possano essere di supporto a interventi mirati per ridurre gli squilibri e stimolare la crescita dell’area.

Durante l’evento “Mediterraneo: un Mare di sfide e opportunità” in cui l’istituto di studi sul Mediterraneo ha presentato ufficialmente la nuova sede CNR-ISMED, il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha presentato una sua recente pubblicazione: “Mediterraneo. Ricerca e Diplomazia scientifica“.

Paola Avallone, direttore dell’Istituto di Studi sul Mediterraneo (Ismed)

Al centro dell’interesse c’è il Mare Mediterraneo, spazio che unisce terre, lingue, tradizioni, ambienti, culture e fedi in una concentrazione unica al mondo per varietà e storia. Il progresso ha avvicinato le distanze ma ha amplificato nell’area una serie di problematiche ascrivibili ai rapporti tra i popoli, al degrado ambientale, all’impoverimento delle biodiversità, alle migrazioni e alle pressioni demografiche, solo per citarne alcune.

Il CNR e i suoi ricercatori operano sull’area mediterranea indagando i processi in atto e proponendo possibili soluzioni, anche in sinergia con Università, con altri enti di ricerca e con istituzioni e imprese a livello nazionale e internazionale. Gli strumenti utilizzati dal CNR sono due: i numerosi progetti di ricerca e l’attività di Science Diplomacy sui temi più strategici del contesto mediterraneo.

La pubblicazione del CNR che è stata presentata a Palermo, presso la sede LUMSA riassume e riporta il frutto dell’attività recente dei ricercatori sul Mediterraneo. Dalla pubblicazione possiamo sapere, ad esempio, che nei Paesi del Nord Africa il 90% degli abitanti vive in meno del 10% della superficie disponibile e quasi il 40% della popolazione (oltre 110 milioni di individui) vive entro 50 km dalla costa, con enormi implicazioni in termini di urbanizzazione e vulnerabilità ai possibili impatti del cambiamento climatico.

Il libro contiene contributi riconducibili ai 6 macro-ambiti della Diplomazia scientifica, dell’Economia “Blu”, di Storia e Archeologia, di Geologia e Geografia, di Clima e Ambiente e del Divari socio-economici.

Per tutti gli amanti e le imprese interessate al Mediterraneo, l’attività dell’Istituto può essere di estremo interesse sia per comprendere le dinamiche economiche, e quindi di investimento e crescita dell’area, sia per analizzare le prospettive geopolitiche e le future relazioni diplomatiche e politiche tra le due sponde del nostro bacino comune.

(Foto di copertina a cura di Massimo Rosario Meglio).

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