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mercoledì, Agosto 10, 2022
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Intesa San Paolo apre una filiale operativa a Sydney

L'ufficio di rappresentanza di Intesa Sanpaolo in Australia diventa filiale operativa, dopo l'avvenuta approvazione delle autorità locali.

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Alcune banche promuovono da tempo strumenti di copertura rischi come crediti documentari o garanzie internazionali che aiutano le aziende italiane a tutelarsi dai rischi commerciali, politici e valutari che possono nascere dalle attività in Paesi esteri lontani dalle nostre logiche economiche. Intraprendere opportunità di internazionalizzazione in mercati sicuri, ma lontani, appare vincente se accanto ad un’ottima e decisa consulenza affianchiamo la riduzione del rischio banca e del rischio Paese per l’esportatore, grazie alla conferma di Crediti documentari e Lettere di credito stand-by. Un nuovo esempio arriva oggi dall’ufficio di rappresentanza di Intesa Sanpaolo a Sydney, in Australia, che diventa filiale operativa dopo l’avvenuta approvazione delle Autorità locali.

L’area Asia-Pacifico resta nelle attenzioni della Banca, come spiega Mauro Micillo, Responsabile della Divisione IMI Corporate & Investment Banking: “Per il Gruppo è strategico presidiare l’area Asia-Pacifico per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane e consolidare il legame con clienti locali e internazionali“. Con un PIL nominale di 1,4 trilioni di dollari americani nel 2019, l’Australia si posiziona come 14a economia mondiale, rappresentando l’1,7% del PIL globale, e la 5a economia nella regione asiatica (dopo Cina, Giappone, India e Corea del Sud). A livello di interscambio commerciale, l’Australia rappresenta per l’Italia il quarto mercato di esportazione nell’area Asia/Oceania (dopo Cina, Giappone e Corea del Sud) con un volume di scambi nel 2019 pari a 4,4 miliardi di Euro che posizionano il bel paese all’undicesimo posto su scala globale ed al terzo posto tra i Paesi Europei, dopo Germania e Regno Unito. Anche grazie agli scambi commerciali con i Paesi dell’Asia, con l’eccezione delle recenti dispute con la Cina, l’Australia ha registrato decenni interi di crescita ininterrotta del proprio PIL. La crisi pandemica ha rallentato l’attività economica ma il Paese ha, tuttavia, registrato una ripresa già a partire dal terzo trimestre del 2020, a conferma della solidità della propria economia.

La filiale di Sydney, sotto la responsabilità di Kevin Salerno, andrà ad affiancarsi alle filiali di Shanghai, Singapore e Tokyo e risponderà all’Hub di Hong Kong, guidato da Alessandro Vitale, che coordina le attività nell’intera regione Asia-Pacifico (APAC) e al quale fanno riferimento anche gli uffici di rappresentanza di Pechino, Ho Chi Minh City, Giacarta, Mumbai e Seul. Perché siano profittevoli i rilevanti investimenti richiesti, per tornare ad essere competitivi sui mercati internazionali è necessario poter beneficiare di economie di scala sufficienti, far leva sulla dimensione di impresa. Le piccole imprese italiane sono riuscite in passato, grazie a dinamismo, determinazione, inventiva dei propri imprenditori, a competere efficacemente sul mercato. Hanno saputo cogliere in modalità organizzative originali, quali i distretti industriali, la possibilità di sfruttare economie di scala legate a forme di integrazione “di sistema”, tra i vari attori coinvolti nella filiera produttiva, tra cui anche i finanziatori. A tal riguardo, Edward Mura coordinatore dell’ Australian Business Network ha commentato che “la notizia della nuova filiale della storica banca italiana in Australia era molto attesa. Tale notizia consentirà di sviluppare ulteriori opportunità economiche e commerciali tra le imprese italiane e quelle australiane. Un’azione che svilupperà ulteriormente le capacità di export delle aziende italiane in Australia. Scenari da non sottovalutare e da scrutare con estrema attenzione“.

In questo scenario di incertezza l’export italiano continua comunque a crescere: la richiesta di prodotti Made in Italy da parte dei paesi europei e non è in aumento e continuerà a registrare un tasso positivo anche nel prossimo futuro. Le banche possono sostenere il processo di internazionalizzazione delle imprese oltre con una presenza diretta sui mercati esteri, mediante uffici di rappresentanza, filiali, o attraverso l’acquisizione di partecipazioni di controllo in intermediari esteri (filiazioni). Un buon processo di internazionalizzazione analizza e valuta anche tutte le opportunità bancarie e finanziarie.

Nel mondo del Commonwealth, come in Australia, affidarsi ad Euromed International Trade è garanzia di successo, con un progetto imprenditoriale che non si identifica con la sola attività di export, ma prevede anche la collaborazione con imprese di altri paesi, apertura di filiali commerciali o produttive ed altre attività di inserimento all’interno dei mercati esteri.

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  • Domenico Letizia
    Domenico Letizia
    Giornalista.
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