Il Limone dell’Etna conquista il marchio IGP

Nuovo successo per l'agricoltura siciliana e made in Italy

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L’agricoltura Made in Italy, e in particolare del Mezzogiorno, incassa un nuovo importante riconoscimento grazie al Limone dell’Etna, entrato ufficialmente nel registro delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP). Sono ora 34 le Dop e le Igp siciliane nel settore agroalimentare, e 5 gli agrumi certificati dell’isola: l’Arancia rossa di Sicilia (Igp), il Limone di Siracusa (Igp), il Limone Interdonato Messina (Igp) e l’Arancia di Ribera (Dop).

Il riconoscimento – come scrive in una nota la Commissione Europea – è stato concesso per “lo sviluppo e maturazione in un ambiente climatico molto specifico, costituito da suoli di origine vulcanica associati ad un clima temperato dal mare” e per la “particolare tecnica di coltivazione, che consente la produzione estiva e che ancora oggi caratterizza la zona costiera di Acireale”.

Il logo identificativo del nuovo prodotto tutelato a livello europeo è rappresentato graficamente dall’immagine di due limoni e dalla scritta «Limone dell’Etna IGP».

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L’indicazione geografica protetta «Limone dell’Etna» e’ riservata alla cultivar «Femminello» e ai suoi cloni, nonche’ alla cultivar «Monachello», riferibili alla specie botanica Citrus limon (L.) Burm, coltivati in impianti specializzati nel territorio etneo della Provincia di Catania, lungo la fascia compresa nel territorio amministrativo dei seguenti comuni: Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Acireale, Calatabiano, Castiglione di Sicilia, Fiumefreddo di Sicilia, Giarre, Mascali, Piedimonte Etneo, Riposto, Santa Venerina, San Gregorio di Catania, Valverde, Zafferana Etnea.

Il Limone dell’Etna viene coltivato su terreni di matrice vulcanica più o meno evoluti collocati su antiche formazioni litologiche vulcaniche. I suoli presentano una granulometria e una tessitura eterogenea: nella fascia collinare dell’area delimitata si hanno suoli che presentano profilo poco profondo, elevata rocciosità superficiale, tessitura sabbiosa e ricca di scheletro, mentre nella fascia litoranea sono presenti profili più evoluti, profondi, con tessitura franco-sabbiosa.

Oltre alla caratteristica dei suoli, vi sono anche altri fattori naturali che contribuiscono a creare condizioni ottimali per la coltivazione del Limone dell’Etna. Le temperature, ad esempio, sono fortemente influenzate dalla vicinanza del Mar Jonio e dalla presenza del complesso vulcanico dell’Etna, con la presenza di temporali estivi, relativamente frequenti nel versante orientale, che contribuiscono a mitigare le temperature.

Soddisfazione per il riconoscimento del Limone dell’Etna è stata espressa dal Ministro delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova: “Ancora una volta la conferma della qualità ed eccellenza dell’agricoltura siciliana. Una bella notizia per questi splendidi prodotti, coltivati sulle pendici dell’Etna da oltre 200 anni: la loro tutela e valorizzazione è una opportunità importante di sviluppo per un territorio peculiarissimo, una zona di pregio patrimonio dell’Unesco, vera e propria eccellenza del Made in Italy. Ma anche, direi soprattutto, il riconoscimento a un lavoro puntuale portato avanti in questi anni e ai produttori riuniti in associazione dal 2014, segno significativo di quanto sia importante fare rete e sistema.

Caterina Passariello
Direttore della Mediterranean Academy of Culture, Technology and Trade di Malta. Consulente aziendale e project manager con specializzazione nei processi di internazionalizzazione delle aziende collabora con la rete Malta Business. Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale, con una Tesi su come cambia il tracciamento della filiera con Blockchain, con particolare attenzione alla Filiera Agroalimentare. Interessato a internazionalizzazione, blockchain, dlt, smart contract.
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