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Il bilancio civilistico 2020 corrisponda a quello fiscale

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Meno profitti, meno tasse? Non è sempre così. Anzi, con la crisi in atto a causa dell’emergenza coronavirus, e per il sistema vigente che regola le detrazioni fiscali dei costi per Imprese e Professionisti, esiste la probabilità che alla fine del 2020 in molti dovranno pagare numerose imposte anche a fronte di ricavi sensibilmente ridotti.

Molte Piccole e Medie Imprese con i bilanci in perdita a causa delle conseguenze negative dell’emergenza, a fine anno dovranno comunque pagare le tasse, comprese quelle che ad oggi sono sospese.

Tale rischio è elevato perché i costi sostenuti dall’azienda o dal lavoratore autonomo non sono totalmente detraibili, e quindi il bilancio civilistico, redatto per finalità giuridiche, non corrisponde a quello fiscale, redatto per determinare il reddito imponibile sul quale applicare i tributi a carico dell’impresa.

In vista di questo pericolo, ecco la proposta del Think Tank Imprese del Sud, dalle parole del fondatore Sergio Passariello: “Per l’anno 2020, come misura una tantum per evitare ulteriori danni causati dall’emergenza Covid-19, chiediamo di far corrispondere il bilancio civile delle aziende a quello fiscale, ossia di liberare l’inclusione di ulteriori costi aziendali da poter detrarre per la determinazione dell’imponibile fiscale. Auspichiamo tale intervento per fare in modo che le imprese e i professionisti non debbano versare imposte eccessive a fronte delle perdite alle quali si troveranno esposte. Questo, soprattutto per realtà di media e piccola dimensione, significherebbe mettere a rischio la stessa sopravvivenza dell’azienda. Il Governo valuti quindi, nel prossimo provvedimento di misure economiche annunciato per il mese di Aprile, di inserire questa misura in via del tutto eccezionale”.

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