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venerdì, Febbraio 3, 2023
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Digitalizzazione nel turismo: numeri e prospettive

Nel futuro del turismo non mancheranno le soluzioni digitali sia per facilitare il processo di prenotazione che per la visita dei luoghi.

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L’anno della pandemia ha avuto effetti pesanti sull’economia mondiale andando a travolgere in particolare l’ecosistema dei viaggi in Italia e in tutto il mondo. L’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo della School of Management del Politecnico di Milano ha elaborato dati preoccupati per il settore, affermando che la componente digitale del mercato del travel italiano ha subito un calo di oltre 9 miliardi di euro rispetto al 2019 (-60%) ed è scesa a 6,2 miliardi. Prevalgono ancora le prenotazioni effettuate da desktop (65% del totale), ma il mobile assume più rilevanza (35%) e registra una decrescita inferiore rispetto al mercato (-39%). 

Un mercato in crisi che necessita di innovazione. Quello dell’intermediazione “tradizionale” sembra essere una figura da superare nel mondo del turismo. Per il 2021 è prevista una parziale ripresa, nell’ordine di un terzo dei volumi realizzati nel 2019. L’impatto è meno marcato su ospitalità, trasporti di terra e di mare e attrazioni, che sono riusciti, mediamente, a mantenere il fatturato in una forbice tra il 40 e il 60% rispetto al 2019, grazie soprattutto al turismo di prossimità. La spesa complessiva per i viaggi d’affari scende a 7,6 miliardi di euro, in diminuzione del 63% sull’anno precedente. Il mercato nazionale (3,2 miliardi di euro) realizza la performance “migliore” (-56%), quello internazionale (4,4 miliardi) si riduce di due terzi (-67%). Per il 2021 si prevede una parziale ripresa grazie a un’esperienza turistica che punta a essere sempre più continuativa e non limitarsi al tradizionale periodo di ferie, tra smart working (il 39% delle strutture ricettive italiane ha ospitato clienti in lavoro da remoto nel 2020) e offerta di contenuti fruibili online o di prodotti del territorio tramite eCommerce.

Sostanzialmente, attraverso elementi innovativi, come realtà virtuale e digitalizzazione, con investimenti tecnologici concreti per il settore, si punta a generare una rinnovata capacità di collaborazione tra gli operatori del settore che potrà essere humus fertile per accettare la sfida di un turismo 4.0. Le applicazioni o i siti web con sistemi di prenotazione si sono diffusi in modo particolare nel 2020. Queste soluzioni permettono al business del turismo di non fermarsi e, allo stesso tempo, garantiscono il rispetto delle norme di sicurezza (evitano l’incontro fisico e l’assembramento).

Durante l’anno del 2020, il 58% degli italiani ha optato per un’esperienza turistica virtuale mentre il 19% non le ha mai provate ma ne è incuriosito. Tra le esperienze predilette degli italiani spiccano le escursioni e i tour (27%), le sagre e gli eventi culturali (20%) e le mostre (21%). In tanti casi gli italiani hanno quindi potuto visitare una mostra grazie all’organizzazione di un percorso virtuale oppure hanno potuto visitare virtualmente un bosco grazie ad un sistema di telecamere installate all’interno. Oppure si sono organizzati tanti eventi culturali virtuali, ricorrendo spesso alle dirette in streaming tramesse su Facebook, Instagram o altri social network. Nel futuro del settore turistico non mancheranno quindi le soluzioni digitali: si potranno usare sia per facilitare il processo di prenotazione, sia per organizzare eventi virtuali capaci di coinvolgere e incuriosire il target.

Elementi di analisi che dovrebbero far riflettere gli imprenditori di tutto il settore sull’importanza di innovare e formare il personale al mondo della tecnologia e del turismo innovativo e digitalizzato. Una formazione che può avvenire all’interno della propria agenzia o struttura aziendale con un’azione completa e multidisciplinare che fornisce pacchetti formativi come quelli ideati dalla Mediterranean Academy of Culture, Technology and Trade, il nuovo istituto di Alta Formazione del Mediterraneo, partner di Imprese del Sud.

Domenico Letizia
Domenico Letizia
Giornalista.
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