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Decreto fiscale, il Senato dà l’ok: la corda resta stretta

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Confermate strette su contanti e compensazioni, con la minaccia di pene detentive in caso di violazioni.

Le imprese italiane sono avvisate: brutte sorprese potrebbero arrivare un domani per effetto delle misure contenute nel decreto fiscale (124/2019) appena convertito in legge dal Senato.

Riepiloghiamo di seguito alcune misure inserite nel pacchetto.

Lotta all’evasione fiscale. Stretta sulle compensazioni fiscali con obbligo di pagamento telematico per tutti i soggetti che vi ricorrono. Sanzione del 5% dell’importo fino a 5 mila euro e di 250 euro a delega per importi superiori a 5 mila per la mancata esecuzione delle deleghe di pagamento. stretta sugli adempimenti fiscali negli appalti.

Uso del contante. Abbassata la soglia da 3 mila a 2 mila euro a partire dal 1° luglio 2020 e fino a mille euro dal 1° gennaio 2022. Obbligo di accettazione dei pagamenti elettronici con carte e bancomat nel commercio al dettaglio con un credito di imposta del 30% introdotto per ridurre l’impatto delle commissioni sui piccoli commercianti. La detraibilità del 19% dell’Irpef sarà possibile soltanto nel caso di pagamento delle spese con bonifico bancario o postale.

Carcere agli evasori. Confermate le pene detentive per i delitti di dichiarazione infedele e di omessa dichiarazione, non caratterizzati da condotte fraudolente. Immutate le soglie di punibilità per i delitti di omesso versamento di ritenute e di Iva (150 mila e 250 mila euro). Confermata anche la pena massima di 8 anni per la dichiarazione fraudolenta e limitata l’applicabilità della confisca per sproporzione ai reati tributari più gravi.

Fatture elettroniche. I file dei documenti devono essere a disposizione – su richiesta – della Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Entrate, e una volta acquisiti sono memorizzati fino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento o fino alla definizione di eventuali giudizi.

Questo – in sintesi – è il breve aggiornamento della conversione del decreto inserito nella manovra di bilancio 2020, con l’auspicio che questi interventi non stiano passando inosservati oggi per riservare spiacevoli conseguenze da toccare con mano nei prossimi mesi.

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