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giovedì, 22 Ottobre 2020

Tessile nel Mediterraneo: il futuro è “sostenibile”

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La 13a edizione di MedaWeek Barcelona, con la partnership di Malta Business e il consorzio Euromed International Trade, si concentrerà sul settore tessile, che presenta molte sfide da affrontare, in particolare grazie alla quarta rivoluzione industriale che promuove la sostenibilità ambientale e sociale nonché l’inclusione di tecnologie innovative.

L’industria del tessile nel Mediterraneo ha discusso più volte di trasparenza, standard etici e riduzione del degrado ambientale. Ma ai dibattiti non sempre hanno avuto seguito i fatti. Se le case di moda vogliono restare all’avanguardia, devono riprogettare la loro idea di produzione per guardare al futuro in un’ottica di “moda sostenibile”.

Il settore del Tessile è il secondo più grande consumatore di acqua, e soprattutto è il secondo più grande inquinatore di acqua pulita a livello globale. Le microfibre di poliestere utilizzate per la fabbricazione dei tessuti, nel frattempo, si aggiungono a volumi sempre crescenti di plastica nell’ambiente. E ancora: la maggior parte degli indumenti non è biodegradabile e presenta gravi minacce per i nostri oceani e le terre incontaminate, con la coltivazione del cotone che aumenta l’impatto dell’uso di sostanze chimiche tossiche in agricoltura. Senza parlare dei capitoli riguardanti i diritti umani e lo sfruttamento del lavoro.

Tutto questo mentre i consumi, con l’aumento della popolazione mondiale, sono aumentati del 60% negli ultimi 20 anni, con l’80% dei tessuti scartati che finisce in discarica (venendo riciclati per l’1%), mentre solo il 20% degli indumenti a livello globale viene riutilizzato.

Il focus sul tessile al Medaweek 2019, dunque, porrà l’attenzione sull’esigenza del riciclo e la necessità del mondo della moda di rinnovarsi in un’ottica di sostenibilità dal punto di vista sociale e ambientale, ponendo maggiore attenzione alla riduzione delle risorse naturali, all’inquinamento, allo sfruttamento di persone e animali, e all’equa distribuzione delle materie prime.

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