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mercoledì, Ottobre 20, 2021
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Nuovo bando per il miele italiano di qualità

Il Ministero delle Politiche Agricole ha dato via libera al decreto che sblocca 2 milioni di euro per l'apicoltura. Il bando finanzierà progetti di ricerca, promozione e per la gestione del rischio.

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Non solo sostenibilità ma anche opportunità economiche per le aziende italiane: le api e il miele italiano sono sempre più oggetto di attenzione da parte delle istituzioni italiane, europee e internazionali. Il Ministero delle Politiche Agricole ha dato via libera al decreto che sblocca 2 milioni di euro per l’apicoltura. Il bando finanzierà progetti di ricerca, promozione e per la gestione del rischio. I fondi approvati dal Ministero serviranno a finanziare, attraverso una procedura selettiva ad evidenza pubblica, progetti di particolare rilievo ambientale, economico, sociale e occupazionale, con ricadute a livello nazionale, nel settore dell’apicoltura e della produzione di miele di qualità.

Un settore fondamentale per la nostra agricoltura, con importanti ricadute produttive, economiche e sociali, e per l’equilibrio ec-osistemico, ma anche un comparto particolarmente sensibile, esposto com’è ai rischi dell’inquinamento, dei cambiamenti climatici, della concorrenza sleale e delle frodi“, ha commentato la ministra Teresa Bellanova.

Il bando finanzierà progetti innovativi legati a progettualità di rilievo nazionale, di ricerca e sperimentazione, strettamente finalizzati al sostegno e al miglioramento della produzione del miele, con particolare riferimento al miglioramento genetico e alla capacità di adattamento ai cambiamenti climatici. Progetti sperimentali di rilievo nazionale finalizzati alla composizione di prodotti assicurativi per la gestione sostenibile del rischio nel settore apistico, mediante individuazione dei parametri necessari per la elaborazione di un prodotto assicurativo sperimentale, che rispetti le norme di accesso al Piano assicurativo nazionale (PAN). Inoltre, il bando è aperto a progetti straordinari, di rilievo nazionale, di promozione istituzionale finalizzata alla valorizzazione del miele come alimento naturale, attraverso la divulgazione di conoscenze sulle caratteristiche nutrizionali, scientifiche e organolettiche del miele, compresi i diversi tipi di miele e i legami con i territori d’origine, nonché del ruolo occupazionale e sociale dell’imprenditore apistico.

Il bando, di prossima pubblicazione, sarà aperto a:

  • istituti di ricerca pubblici, università, organismi di diritto pubblico e soggetti a prevalente partecipazione pubblica;
  • associazioni, fondazioni, consorzi, società, anche in forma cooperativa di imprese individuali;
  • aggregazioni, nelle forme consentite dalla vigente normativa, anche temporanea, di due o più dei soggetti individuati.

I contributi copriranno fino al 100% delle spese ammissibili e i risultati dei progetti saranno divulgati a tutti gli interessati attraverso azioni di comunicazione. Negli scorsi anni, grazie all’introduzione della Banca Dati Apistica (BDA), alla quale tutti gli apicoltori devono essere obbligatoriamente registrati, dichiarando gli alveari detenuti e la loro posizione geografica, si conosce la reale consistenza del patrimonio apistico nazionale. Dai dati della BDA emerge che nel 2019 gli apicoltori italiani detenevano in totale 1.287.418 alveari e 216.996 sciami, per un totale di più di 1.500.000 famiglie. Gli apicoltori sono 55.877, di questi 36.206 producono per autoconsumo (65%) e gli altri 19.671 (35%) hanno partita IVA e producono per il mercato, per ricavare un reddito o per professione. Da qualche anno si stanno diffondendo degli ibridi (più propriamente degli incroci intraspecifici) ottenuti incrociando due o più sotto-razze fra di loro.

Tali ibridi in prima generazione appaiono più produttivi delle api locali, ma nelle generazioni successive perdono tale caratteristica, costringendo gli apicoltori a far continuo ricorso all’acquisto di regine ibride. Per limitare tale fenomeno, che rischia di impoverire il patrimonio genetico delle nostre api e di far perdere la tipicità dell’ape italiana, in molte parti d’Italia sono partiti dei progetti di tutela dell’ape ligustica. Il bando lanciato dal ministero potrebbe permettere agli imprenditori del settore di dedicare un’attenzione particolare anche alla sostenibilità e alla tutela ecologica delle api e dei prodotti derivati come il miele.

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