28.2 C
Rome
giovedì, Giugno 24, 2021
spot_imgspot_img

Nuovo art. 18, quando è possibile il licenziamento

-

- Advertisment -spot_img

Per gli assunti con contratto indeterminato a tutele crescenti cambia l’articolo 18: quali sono i nuovi motivi di licenziamento possibili, le risposte del Ministero.

Superamento del periodo di comporto, scarso rendimento, mancato superamento della prova, sproporzione fra il fatto accertato e la sanzione applicata: tutti casi specifici di licenziamento sui quali il ministero del Lavoro spiega in che modo ha effetto il nuovo articolo 18 per i neo assunti con contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti. Si tratta di precisazioni importanti, perché riguardano fattispecie frequenti, alle quali è utile saper abbinare la corretta norma. Il ministero ha risposto a una serie di quesiti posti nel corso di Forum Lavoro 2015, organizzato ai Consulenti del Lavoro.

Licenziamento per scarso rendimento

Cominciamo da un caso che può determinarsi proprio a causa delle novità legislative, ovvero il licenziamento per scarso rendimento del neo assunto: rientra fra le tutele crescenti? E’, quindi, fra le fattispecie di licenziamento illegittimo che prevedono l’indennità al posto del reintegro? La risposta è affermativa: sì. Questa tipologia di licenziamento rientra effettivamente fra le ipotesi di licenziamento disciplinare previste dal decreto.

Si tratta di un cambiamento rispetto alla legislazione precedente: il vecchio articolo 18, che resta applicato ai contratti a tempo indeterminato in essere, per questa tipologia di licenziamento illegittimo prevede il reintegro del lavoratore. Per gli assunti dal 2015, invece, il nuovo contratto indeterminato a tutele crescenti limita il reintegro ai casi in cui il licenziamento per giustificato motivo soggettivo o giusta causa (in parole semplici, il licenziamento disciplinare) sia contestato per insussistenza del fatto materiale. Il ministero conferma che questo significa introdurre la possibilità di licenziare per scarso rendimento.

Licenziamento per mancato periodo i comporto

Qui la situazione è più complessa, e il ministero evidenzia che «sul punto occorre svolgere alcuni approfondimenti». Il decreto applicativo sul contratto a tutele crescenti, in effetti, sembrerebbe ricomprendere questo licenziamento fra quelli possibili senza reintegro, ma viene citato un altro provvedimento, la circolare 3/2013 dello stesso ministero del Lavoro relativa al Dl 76/2013, in base al quale non si ritiene «ricompreso nell’ambito dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo il licenziamento avvenuto per superamento del periodo di comporto ai sensi dell’art. 2110 codice civile». E’ necessario un intervento interpretativo che risolva l’armonizzazione fra le due norme.

Mancato superamento del periodo di prova

Il licenziamento è possibile senza giustificazioni, come del resto già avveniva. Durante il periodo di prova, il lavoratore era e resta licenziabile.

La sussistenza del fatto materiale

E’ l’unico motivo, fuori dai casi di licenziamento discriminatorio e altri casi di nullità, per cui resta il reintegro se il licenziamento disciplinare è illegittimo. Si sottolinea che vale solo per i licenziamenti disciplinari (giustificato motivo soggettivo e giusta causa). Quindi, per i licenziamenti economici, la sussistenza del fatto materiale non è rilevante. Attenzione: la successiva risposta delimita meglio i casi in cui si può applicare il criterio: la sproporzione fra il fatto contestato e il provvedimento di licenziamento non prevede più il reintegro, ma un risarcimento economico.

Si tratta di un punto importante: il ministero, di fatto, sgombra il campo da una possibile interpretazione estensiva. Il nuovo articolo 18 che si applica agli assunti con contratto a tutele crescenti non comporta il reintegro in caso di sproporzione fra fatto contestato e motivo di licenziamento.  C’è una successiva risposta che rafforza ulteriormente il concetto: al giudice «resta estranea ogni valutazione circa la sproporzione del licenziamento». Questo, anche nel caso in cui il fatto materiale contestato risulti essere di nessuna o lieve entità.

Qui si pone, però, un problema di conciliazione con i contratti collettivi di lavoro su cui non sembra al momento ci siano risposte. Cosa succede se il licenziamento avviene per un motivo che il contratto non prevede essere causa di licenziamento?

Un altro “vuoto” normativo viene individuato da un’altra risposta, in cui il ministero rileva che non è chiaro cosa succede per «quei licenziamenti che non sono qualificabili come discriminatori e non sono espressamente dichiarati nulli dalla legge (es. licenziamento per ritorsione).

A chi si applica il nuovo contratto a tutele crescenti

A operai, impiegati o quadri, assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, Lo prevede l’articolo 1 del decreto, che prosegue con una indicazione specifica relativa alle PMI: se viene superata la soglia dei 15 dipendenti (sopra la quale scatta l’articolo 18 per gli assunti a tempo indeterminato), si applica il nuovo articolo 18 (e non il vecchio sistema di reintegro), a tutti gli assunti. Quindi, il nuovo contratto si applica a tutti i neo assunti, e la nuova disciplina del licenziamento si applica anche agli assunti con vecchio contratto a tempo indeterminato delle PMI che superano la soglia dei 15 dipendenti con nuovi contratti a tutele crescenti. Attenzione: sono esclusi invece i dirigenti.

Rivendicazioni

E’ possibile conciliarne diverse con lo stesso verbale (ad esempio, licenziamento e questioni retributive)? La risposta è affermativa, sempre lasciando ben distinte le somme corrisposte a titolo a titolo indennitario, per le quali è specificatamente prevista la non assoggettabilità a contribuzione e a ritenute fiscali.

Deroghe alle modalità di conciliazione

E’ possibile derogare ad alcune delle modalità previste dalla legge, ad esempio suluogo della conciliazione, tempistiche (60 giorni), entità dell’importo offerto (la legge prevede una mensilità per ogni anno di lavoro con un minimo a due e un massimo a 18), modalità di pagamento (assegno circolare)? La risposta è che per introdurre eventuali modifiche occorre tener presente la ratio sottostante la norma: il pagamento tramite assegno circolare, ad esempio, ha l’obiettivo di garantire la certezza del pagamento, ed è quindi sostituibile da qualsiasi altro strumento che raggiunga lo stesso risultato.

Indennizzo economico e ritenute fiscali

Il legislatore ha previsto espressamente che il risarcimento economico non è assoggettato a contribuzione previdenziale, ma non dice nulla sulle ritenute fiscali. Il ministero specifica in una risposta successiva che sulle regole da applicare ad esempio al calcolo dei contributi dovuti in caso di reintegro saranno effettuati gli opportuni approfondimenti con gli istituti previdenziali. (Fonte: le risposte del ministero al Forum Lavoro 2015)

tratto da : www.pmi.it

Ultime news

Rapporti Canada Italia

Canada-Italia: la condivisione di progetti innovativi

0
Tutte le domande pervenute sono state esaminate e valutate dall’Ambasciata del Canada in Italia, con la collaborazione di esperti del settore.

E-commerce: dal 1° Luglio nuove regole per la gestione IVA

0
E’ stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 15 giugno 2021 il decreto di recepimento della direttiva UE 2017/2455/Ue (“direttiva e-commerce”)  che dal 1° luglio modificherà le procedure per la...

Approvvigionamento materie prime: UE e Canada contro il modello cinese

0
Anche nel corso dell'ultimo G7, Canada ed Europa hanno rivendicato una propria linea di azione commerciale criticando apertamente le politiche della Cina.

In vigore la nuova direttiva UE sul diritto d’autore

0
Dopo un lungo iter parlamentare cominciato nel febbraio 2020, il Parlamento italiano ha dato il via libera al disegno di Legge di delegazione europea...

Sovvenzioni UE per innovazione: PMI catalane al top

0
La Catalogna è la prima regione in Europa per numero di PMI che hanno ricevuto sovvenzioni per progetti di innovazione dalla Commissione europea (CE)....
spot_img

Economia

Digitalizzazione delle imprese agricole: i nuovi fondi

L'obiettivo è quello di sviluppare le imprese agricole, sostenendo la diffusione della dell'agricoltura di precisione e delle tecnologie di agricoltura 4.0.

Fondo SIMEST: aumenta la dotazione

Come già noto, lo scorso 3 Giugno 2021 è partita Fondo 394-81 gestito da SIMEST per finanziare i progetti di...

La Spagna rilancia l’automotive sostenibile e di qualità

Milioni di auto elettriche già in circolazione richiedono centraline di ricarica distribuite regolarmente per l’intero territorio

Innovation Fund: il bando per l’innovazione industriale ecologica

Innovation Fund è uno dei più grandi programmi di finanziamento al mondo per il sostegno di tecnologie innovative a basse emissioni di sostanze inquinanti.

Speciale InternazionalizzazioneRELATED
Scopri la nostra guida

- Advertisement -spot_img