7.3 C
Rome
giovedì, Febbraio 2, 2023
spot_imgspot_img

Moda e tessile in Sudafrica: la nostra analisi di mercato

Focus su un settore in rapida crescita, sia nel Paese che in tutto il continente africano

-

- Advertisment -

Grazie all’industrializzazione e all’urbanizzazione in corso in tutto il continente, e a un ceto medio in espansione, anche il settore tessile e della moda in Africa sta conoscendo un periodo di grande sviluppo.

Anche se solo una piccola parte della popolazione africana può permettersi di comprare vestiti e accessori costosi, questa minoranza ha un’alta capacità di spesa, soprattutto per le marche di lusso e di moda, e desidera avere accesso a queste marche prestigiose direttamente nelle loro città senza essere costretti a recarsi all’estero per fare “shopping”.

Inoltre, il ruolo centrale che il Sudafrica gioca nel settore della moda africana è evidente, sia per la più alta presenza di HNWI (persone con un patrimonio investibile superiore a 1 milione di dollari) che per l’interesse per lo shopping, che è chiaro, per esempio, dal momento che il giorno di apertura del Mall of Africa, uno dei più grandi centri commerciali, ha registrato 100.000 visitatori.

Le esportazioni sudafricane ammontano a 1,4 miliardi per l’abbigliamento e a 2,5 miliardi per prodotti tessili, principalmente verso i mercati americano ed europeo. Ma è comunque enorme anche il potenziale per le esportazioni verso il continente africano, e verso il suo Stato più sviluppato, grazie soprattutto all’abbattimento delle barriere commerciali e all’integrazione regionale.

Le competenze e la reputazione del cluster di moda locale sudafricano sono in crescita, e puntano al mercato globale come nuovo grande obiettivo. Per questo motivo, le settimane della moda africana sono ormai diffuse in tutto il mondo. Vale la pena menzionare le settimane della moda africana a New York e a Londra, ma anche l’Italia si è messa al passo con gli altri paesi: per esempio, Pitti Uomo a Firenze ha ospitato il progetto ‘Constellation Africa’, dove quattro marchi africani (Dent de Man, MaXhosa di Laduma, Orange Culture e Projecto Mental) hanno mostrato abiti e accessori realizzati nei loro propri paesi.

In Sudafrica ci sono circa 179 griffe femminili, e 66 designer di abbigliamento femminile hanno i propri negozi online. 53 di questi hanno poi anche un negozio “fisico”, mentre 58 etichette di abbigliamento femminile hanno presentato le loro collezioni al SA Fashion. Ogni anno, la moda sudafricana gioca un ruolo di primo piano nei più importanti eventi settoriali del continente africano, tra i quali due dei più importanti hanno luogo proprio in Sudafrica: vale a dire la Johannesburg Fashion Week e la Cape Town Fashion Week.

I marchi sudafricani più rilevanti ad oggi sono Gavin Rajah, David Tlale, Hip Hop, Maya Prass, Craig Port, Darkie, Sonwabile Ndamase e Malick Dippenaar. Tutti questi stilisti sudafricani stanno condividendo tendenze nuove ed uniche, attraverso l’uso di colori brillanti e tagli sia semplici che più stravaganti, che ricordano non solo i temi africani ma anche a quelli globali.

Johannesburg è la città leader in termini di moda femminile in Africa, seguita da Cape Town e Durban. Nonostante le numerose sfide che gli stilisti locali devono affrontare, come i vincoli di produzione, la disponibilità di certi tessuti e la mancanza di sostegno finanziario, le aziende sudafricane di moda stanno crescendo e gli stilisti stanno avendo successo in tutto il continente.

I canali di vendita preferiti dagli stilisti in Sudafrica sono la distribuzione all’ingrosso e le piattaforme online, che sono strumenti chiave per proiettare la produzione locale sul mercato globale. Inoltre, il gusto dei consumatori si sta evolvendo e l’interazione con un marchio è diventata sempre più importante.

I designer locali sono sensibili ai gusti dei consumatori sia a livello internazionale che locale, grazie al flusso creato dalla SA Fashion Week, dove i designer internazionali e i consumatori possono interagire e mostrare le loro creazioni.

Per quanto riguarda i tessuti e il materiale utilizzato, molti marchi dell’Africa meridionale creano abiti ecologici o realizzati con materiali riciclati per limitare l’uso di prodotti chimici e industriali, e per rispettare l’ambiente e la sostenibilità.

Il Sudafrica, in fin dei conti, è il paese più industrializzato del continente africano, con un forte sistema finanziario. Il paese esporta non solo materie prime ma anche prodotti finiti, e il settore della moda è apprezzato per creatività e qualità dei materiali in tutto il mondo, soprattutto negli Stati Uniti e in Europa.

Questa prima analisi di mercato lascia di per sé la convinzione che il Sudafrica può offrire alle aziende straniere opportunità concrete di partnership commerciali redditizie nel settore della moda. Per non parlare delle aziende italiane, che nella moda sono le più note e prestigiose al mondo.

Euromed International Trade, in quanto membro della Camera di Commercio Italo-Sudafricana, può fornirti il migliore supporto per lo sviluppo di un progetto di export in Sudafrica. Per maggiori informazioni o richieste di consulenze compila il seguente form.

Caterina Passariello
Caterina Passariello
Direttore della Mediterranean Academy of Culture, Technology and Trade di Malta. Consulente aziendale e project manager con specializzazione nei processi di internazionalizzazione delle aziende collabora con la rete Malta Business. Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale, con una Tesi su come cambia il tracciamento della filiera con Blockchain, con particolare attenzione alla Filiera Agroalimentare. Interessato a internazionalizzazione, blockchain, dlt, smart contract.
Scopri l'offertaMedia partner

Iscriviti alla nostra newsletter

Ultime news

Crisi di impresa cartella nulla - Imprese del sud

Cartella nulla, se l’azienda ha avviato il procedimento della crisi d’impresa

Pretesa dell'Agenzia della riscossione per debiti fiscali ritenuta ridondante poiché i debiti sono già stati inclusi nell'accordo omologato della crisi d'Impresa.
Vino Canada Irlanda etichette salute imprese del sud

Vino: dopo l’Irlanda è il Canada a metterlo al bando.

Il Canadian Centre on Substance Use and Addiction (CCSA) del Canada ha pubblicato recentemente nuove linee guida sull'alcol, raccomandando di ridurre il consumo di...
Fondimpresa Abruzzo nuovo presidente

Fondimpresa Abruzzo. Luciano De Remigis nominato nuovo presdiente

Cambio ai vertici dell’Articolazione Abruzzese di Fondimpresa - Fondo interprofessionale per la formazione continua di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil.
Direttiva sustainability reporting - Imprese del Sud

Entrata in vigore la direttiva Corporate Sustainability Reporting 

0
La nuova direttiva europea rivede, amplia e rafforza le norme introdotte inizialmente dalla direttiva sulla comunicazione di informazioni non finanziarie.
Smart working iscritto aire fisco

Fisco, iscritto AIRE. Conta la residenza.

Anche se iscritto AIRE, il contribuente paga le tasse, nel luogo di residenza effettiva.
spot_img

Economia

Vino: dopo l’Irlanda è il Canada a metterlo al bando.

Il Canadian Centre on Substance Use and Addiction (CCSA) del Canada ha pubblicato recentemente nuove linee guida sull'alcol, raccomandando...

Codice appalti: La revisione prezzi dei contratti “alla francese”

Il Parlamento discute la possibilità di introdurre un meccanismo di revisione prezzi "alla francese" obbligatorio per tutti i contratti in caso di eventi imprevedibili.

Marche: Stati generali dell’internazionalizzazione

Le Marche ospiteranno gli Stati Generali dell'Internalizzazione dal 16 al 19 giugno a Casale di Colli del Tronto (Ascoli Piceno).

Corte Suprema irlandese. La procedura di ratifica del CETA è incostituzionale

La Corte Suprema irlandese ha dichiarato che gli emendamenti sarebbero necessari per conferire ai tribunali irlandesi il potere di...
- Advertisement -spot_img