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Microchip: è carenza mondiale e il settore automotive ne risente

La carenza di microchip è accentuata dall’accelerazione imprevista dei contagi nel Sud Est asiatico.

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L’economia mondiale non è destinata a riprendersi dopo l’emergenza sanitaria a causa della carenza internazionale di microchip. Nel mondo dei semiconduttori e tra i protagonisti delle imprese legate ai microchip c’è chi si sta muovendo con forza per superare questa fase di saturazione della capacità produttiva rispetto alle richieste del mercato. Taiwan Semiconductor Manufacturing (Tsmc) ha annunciato l’intenzione di costruire nuovi stabilimenti negli Usa e in Giappone per fronteggiare la maggior richiesta dei microchip necessari per gli smartphones, per i processori e per le auto. Il gruppo, che è ad esempio fra i principali fornitori di Apple, aumenterà la propria capacità produttiva e non ha escluso una seconda fase di espansione della propria fabbrica da dodici miliardi di dollari in Arizona, mentre in Giappone sta lavorando a un piano per un ‘wafer’ con tecnologie speciali. 

Le previsioni parlano di un “buco” di produzione globale da quattro milioni di automobili e un minor fatturato per l’industria globale di 110 miliardi di dollari. Buco che per la società di ricerca americana dedicata al settore auto, Autoforecast Solutions, potrebbe arrivare addirittura a sette milioni di dollari. Come dimostrano gli ultimi annunci da parte dei primi due colossi mondiali delle quattroruote Toyota e Volkswagen, decine di fabbriche che sfornano automobili in tutto il mondo si stanno fermando per la carenza di componenti elettronici. I leader del mercato automotive, che stavano cavalcando la ripresa economica post 2020, non riescono a stare al passo con la richiesta del mercato e la mancanza di microchip sta facendo alterare le logiche commerciali dell’intero mondo. 

Toyota taglierà a settembre la produzione mondiale di auto del 40% e i tagli alla produzione coinvolgeranno quindici stabilimenti in Giappone e all’estero. La carenza di microchip è accentuata dall’accelerazione imprevista dei contagi nel Sud Est asiatico, che ha di fatto bloccato le forniture e le produzioni di semiconduttori, oltre a un’infiammata nei costi delle materie prime. Toyota aveva già fermato gli stabilimenti in Vietnam tra la fine di luglio e gli inizi di agosto per l’emergenza sanitaria, e così anche a Guangzhou, in Cina, dove ha una joint venture con Guangzhou Automobile Group, e anche in Thailandia.

La penuria di microchip e le sue possibili ripercussioni sulla produzione di auto alimenta le vendite sul comparto automotive in tutta Europa. La carenza di microchip proseguirà fino al 2022, quando la moderazione della domanda di componenti elettronici avvicinerà l’offerta e la domanda all’equilibrio. È questo il preoccupante scenario che ha spinto l’Unione europea a muoversi per cercare di essere parzialmente autosufficiente e raddoppiare dal 10 al 20% la sua quota di produzione mondiale di microchip di ultima generazione. Invece, il Canada tenta di arginare il fenomeno rafforzando la ricerca tecnologica e sviluppando nuove collaborazioni con autorevoli partner. Mary Ng, ministro canadese delle Piccole Imprese e per la Promozione Commerciale, ha dichiarato di star lavorando al consolidamento della presenza di aziende tecnologiche all’avanguardia con i propri stabilimenti in Canada, rafforzando le relazioni commerciali e di ricerca con gli Stati Uniti.

Leggi anche – Chip e sensori tecnologici: il Canada è in rampa di lancio (Exportiamo in Canada)

Anche il governo italiano è preoccupato dalla situazione internazionale e la volontà del governo italiano di essere protagonista nello sforzo europeo per la produzione di semiconduttori è testimoniata anche dal recente incontro con Pat Gelsinger, amministratore delegato di Intel, la più grande azienda americana produttrice di semiconduttori. Fare fronte comune con i colossi statunitensi, e attirare loro investimenti in Europa, risulta attualmente fondamentale per mettere fine alla dipendenza europea dai produttori asiatici.

La produzione di microchip continua a scalare l’agenda della Commissione europea e i fondi messi a disposizione dal Recovery plan saranno cruciali per lo scatto in avanti del settore europeo.

La Commissione Europea ha dettagliato 34 prodotti, 137 materiali e 32 settori che considera di significativa importanza strategica. I semiconduttori sono presenti nella tecnologia che tutti usiamo ogni giorno e gli economisti avvertono che ci sarà un effetto diretto sulle nostre vite nei prossimi mesi e per tutto il corso dell’anno 2022. Attualmente, le case automobilistiche europee sono state costrette a rallentare la produzione e tali dinamiche incideranno sui consumi e sull’occupazione.

Leggi anche – Produzione di batterie per auto: Stellantis sceglie il Canada (Exportiamo in Canada)

 
Domenico Letizia
Domenico Letizia
Giornalista.
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