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domenica, Agosto 1, 2021
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Il distretto industriale della sedia in Friuli Venezia Giulia

Nel 1977 venne allestito a Udine uno dei primi saloni di arredamento della regione quale il Primo salone del Mobile e della Sedia.

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Il Distretto Industriale della sedia o Triangolo della Sedia è un distretto collocato nel cuore del Friuli-Venezia Giulia e situato nella provincia di Udine, rilevante per l’economia friulana negli anni 1970. I tre comuni che costituivano i vertici del Triangolo erano: Manzano, San Giovanni al Natisone e Corno di Rosazzo. Il nucleo industriale originario si è via via esteso fino a comprendere oggi ben undici Comuni della Provincia di Udine. La gamma dei prodotti realizzati dalle aziende Italian Chair District è vastissimo: dai prodotti di ricercato design alle sedie moderne, dalle poltrone in pelle alle sedute da ufficio. Una capacità produttiva accomunata dalla garanzia di un know-how in grado di coniugare la tradizione alla più moderna tecnologia.

Tra le attività economiche prevalenti, il posto di rilievo è occupato dalle numerose attività del settore legno-arredo che operano nel territorio da oltre 100 anni con serietà ed affidabilità.
Il saper fare che rende unico il Distretto non significa uniformità, ma straordinaria ricchezza di varietà espressive, poiché diverse sono le necessità e i modi di vivere la casa, l’ufficio, il contract, il relax. Interpretazioni innovative dei classici e proposte moderne che si abbinano a tavoli e complementi d’arredo. Analizzando i numeri, elaborati dagli esperti di settore, il Distretto della Sedia include 2.500 aziende mobiliere e 500 aziende specializzate nella produzione di sedie classiche, in legno, imbottite, rustiche, moderne e di design.

Distretto della Sedia

Nel 1977 venne allestito a Udine uno dei primi saloni di arredamento della regione quale il Primo salone del Mobile e della Sedia. L’evento crebbe in pochi anni fino ad diventare una fiera internazionale nel 1983. Per alcuni anni, il simbolo di questa grande area produttiva friulana è stata la gigantesca Sedia di Manzano. Forte della propria esperienza industriale, oggi la Regione guarda ai progetti comunitari per fondare un nuovo sviluppo economico del triangolo della sedia, attraverso la rigenerazione urbana e la riconversione dei siti industriali. I tre comuni fondanti il triangolo della sedia andranno a costituire il primo nucleo operativo, aperto poi ad abbracciare altre realtà comunali dell’area che ne condividano i presupposti. Ad oggi, si sono costituite la Comunità del Cividalese, quella della Riviera bassa friulana, quella pordenonese del Sile tra i Comuni di Azzano Decimo, Chions e Pravisdomini, e, in via di costituzione, quella del Collio, che riunirà una decina di Comuni con capofila Cormons. 

Reputo positivo un avvio del confronto tra i Comuni proponenti e la Regione che oltre a fornire una consulenza tecnica alla formazione di questo nuovo ente, può supportare gli amministratori locali nell’individuazione di un preciso indirizzo su cui fondare l’operatività della Comunità, che in questo caso condivide il progetto di uno sviluppo economico attorno al rilancio del distretto della sedia“, è stato il commento dell’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti. Nuove visioni che sembrano in qualche modo voler rispondere alle sfide dell’attualità post emergenza sanitaria e agli appelli degli imprenditori locali. “Serve una visione radicalmente nuova fatta di gestione accorta del territorio e collaborazione tra aziende, che invece pare mancare completamente“, dichiarò Lucio Bergamasco, titolare della Comec Group, azienda di San Giovanni al Natisone specializzata nella realizzazione di macchine per la lavorazione del legno.

Comec Group: 50 anni di una storia fatta di passione e competenza - Xylon.it

Il noto industriale lanciò un appello ai sindaci di quel che fu il Triangolo della Sedia per un deciso cambio di passo delle politiche finora seguite: “basta con strade inutili o peggio mal fatte, stop al consumo di suolo e lo spreco di denaro pubblico per puntare invece alla manutenzione del territorio e sul recupero delle zone industriali degradate o semi abbandonate, in nome di un cambio radicale delle politiche industriali e amministrative sinora seguite“.

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Domenico Letiziahttps://www.domenicoletizia.it/
Giornalista, scrive per il quotidiano "L’Opinione delle Libertà", e analista economico e geopolitico. Ricercatore e social media manager del “Water Museum of Venice”, membro della Rete Mondiale UNESCO dei Musei dell’Acqua. Responsabile alla Comunicazione per numerose società di consulenza e internazionalizzazione.
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