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sabato, Aprile 10, 2021
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Il coronavirus e la ricerca medica israeliana

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Siamo abituati alle meraviglie tecnologiche, scientifiche e l’innovazione in ambito di ricerca medica dello stato di Israele. Nella lotta alla nuova pandemia mondiale generata dal coronavirus lo stato di Israele potrebbe risollevare le vite dell’intero globo. Una squadra di esperti e scienziati israeliani ha dichiarato di essere vicino alla formulazione di un vaccino efficace per contrastare il nuovo virus globale. I tempi non sono brevi ma neppure molto lunghi, come ritenuto in un primo momento. Questo è quanto emerge dai laboratori di Ness Ziona, vicino a Tel Aviv, in Israele, dove i ricercatori stanno lavorando per ottenere un antidoto.

L’Istituto israeliano per la ricerca biologica dovrebbe annunciare nei prossimi giorni di aver completato lo sviluppo, allo stato sperimentale, di un vaccino. Lo riferisce anche il quotidiano israeliano Haaretz, citando fonti mediche, secondo cui i ricercatori sarebbero riusciti a individuare il meccanismo biologico e le qualità del virus, tra cui una migliore capacità diagnostica e la produzione degli anticorpi in coloro che hanno contratto il virus.

Il processo di sviluppo necessita di test ed esperimenti che potrebbero durare mesi prima che il vaccino sia ritenuto efficace e sicuro per essere utilizzato sull’uomo. L’Istituto per la ricerca biologica è stato istituito nel 1952 ed è inglobato nel corpo medico delle Forze di difesa israeliane.

Il numero di israeliani che risulta positivo al coronavirus è di 300 persone, ma i funzionari sanitari sostengono che il numero di positivi possa essere molto più alto“, scrive il quotidiano israeliano Haaretz.

Problematiche che spingono lo stato israeliano a correre il più velocemente possibile per la ricerca di una cura efficace per l’intero pianeta terra.

Secondo quanto riferito dal quotidiano Yedioth Ahronot, cinque spedizioni di campioni di virus sono arrivate in Israele, dal Giappone, dall’Italia e da altri paesi alcune settimane fa. Secondo fonti sanitarie e della Difesa, dall’arrivo dei campioni, è stato svolto un intenso lavoro per sviluppare il vaccino.

Il sistema sanitario dello stato di Israele continua a reggere la pressione e continua a garantire il normale svolgimento dei servizi, dal pronto soccorso agli ambulatori, dai reparti alle sale chirurgiche. Un sistema eccellente che ha il tempo di mettere a frutto l’esperienza e diffondere nuovi protocolli alla rete nazionale degli ospedali. Al timone c’è il ministero della salute, affiancato dall’ufficio del primo ministro. Accademie, centri di ricerca e start-up sono al lavoro per contribuire a perfezionare test, trattamenti e cure. Tutto il comparto civile sa di poter contare, all’occorrenza, anche sulle risorse militari.

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Israele e la solidarietà all’Italia.

Tuttavia, per gli italiani nel paese alcuni cambiamenti sono in atto. Per contenere la diffusione del Covid-19, l’Ambasciata d’Italia in Israele e il Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme, hanno informato l’entrata in vigore delle nuove modalità di accesso e di erogazione dei propri servizi consolari. Presso l’Ambasciata, a Tel Aviv, sarà consentito l’ingresso esclusivamente su appuntamento, all’orario fissato e al solo utente prenotato. Eventuali familiari al seguito saranno ammessi solo se strettamente necessari all’erogazione del servizio richiesto.

Intanto, la comunità scientifica mondiale guarda speranzosa la ricerca medica nel paese. La difesa israeliana è alla ricerca di un vaccino e gli scienziati dell’Institute for Biological Research, il centro a Ness Ziona vicino a Tel Aviv, stanno compiendo importanti progressi nella comprensione del virus. Progressi che potranno essere utili a tutta l’umanità.


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