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Fintech & Innovation: la Lumsa guarda alle professioni del futuro

Domenico Letizia
Scritto da Domenico Letizia

Le nuove opportunità di lavoro tra Consulenza e Banche in una tavola rotonda tematica e l’Open Day & Career Opportunities Discovery del MFI.

Fintech & Innovation sono le armi delle professioni del futuro. Anche la formazione universitaria deve guardare positivamente tali metamorfosi con il compito di preparare i giovani studenti alle sfide tecnologiche del domani. La LUMSA Master School in collaborazione con Fintech EduLab, diretto dal prof. Claudio Giannotti, ha lanciato, in collaborazione con Starting Finance (SF), l’evento Fintech.

La tavola rotonda d’apertura ha raccontato l’importanza del Fintech e il suo impatto sulle carriere e le professioni nell’industria finanziaria, con particolare attenzione ai mondi della consulenza e delle banche.

Hanno partecipato ai lavori:

  • Stefano Bonini, Executive di Accenture Management Consulting;
  • Matteo Concas, Co-Founder e Chief Marketing Officer di Penta;
  • Marco Lauro, Head of CRM and Customer Journey Management MPS;
  • Carlo Alberto Minasi, Chief Innovation Officer di EY;
  • Luca Passoni, Manager Consulting New Ventures, PwC.

Secondo le statistiche attuali, il 65% dei bambini di oggi farà un lavoro che ancora non esiste.

Come erogare servizi finanziari e assicurativi secondo le modalità online e della tecnologia? Il futuro è sicuramente fintech ma dobbiamo comprendere a fondo le potenzialità di tale mondo. In Italia abbiamo numerose aziende e banche che sviluppano tecnologia. Dobbiamo comprendere come analizzare i dati in maniera intelligente e coinvolgere i clienti con offerte innovative e ottimali. Le banche di oggi si stanno evolvendo verso le banche senza sportelli e numerose società stanno sviluppando filiali senza dipendenti, dei luoghi fisici dove però è possibile svolgere tutto in maniera automatizzata e tecnologica. Studiare le nuove tecnologie e innestarle all’interno degli uffici e delle sedi di banche è innovativo e permette di cambiare le prospettive.

La riflessione sulle nuove tecnologie applicate al mondo finanziario è una visione attuale che inizia a produrre innovazione e nuove proposte per i clienti e per gli imprenditori. 

Durante i lavori, l’ Executive di Accenture Management Consulting, Stefano Bonini ha relazionato sui servizi futuri per le banche:

Come la banca può riuscire a sviluppare un mutuo in maniera autonoma? I tempi medi attuali sono due mesi di attesa e alcune visite in filiale. L’idea è quella di sviluppare tutto in modo automatico, con l’aiuto della robotica e algoritmi di geo-localizzazione per poter rilasciare tali mutui. La filiale se diviene soltanto un ufficio di passaggio carte è destinata alla chiusura. Le più grandi compagnie societarie stanno puntando all’online e la chiusura degli uffici classici è oramai una realtà a cui dobbiamo abituarci. Il luogo fisico dovrebbe dare qualcosa in più che il luogo digitale non da. Con Accenture abbiamo svolto uno studio sugli investimenti delle banche di oggi e la principale voce di spesa è l’innovazione. Troviamo la difficoltà a confrontarci con una generazione non preparata alla digitalizzazione e ciò rallenta tale innovazione e l’inserimento di nuove proposte tecnologiche“.  

Successivamente è intervenuto Luca Passoni, Manager Consulting New Ventures della PwC che ha dichiarato:

Oggi ci sono le App che possono sostituire le filiali e che possono seguire il cliente anche in maniera esclusiva inviando notifiche all’App e tenendo un contatto esclusivo con i clienti. C’è una branca delle start up e delle banche che studia il ruolo del product manager, colui che analizza il mercato e i dati e decide quali prodotti fornire, costruendo il prodotto insieme al cliente. Altro aspetto importante sono le leggi e il diritto legato al regolamento europeo. Quando lanci un business è importante non farlo chiudere. Il legale è importante in ogni società per evitare problemi e complicazioni con le istituzioni nazionali e non“. 

Altro aspetto interessane e poco conosciuto che hanno analizzato i relatori è quello del rapporto tra tecnologia, digitalizzazione, fintech e assicurazioni. Durante i lavori è stato ribadito cosa prevede il futuro per il mondo assicurativo:


Il mercato assicurativo è quello più indietro di tutti nel mondo finanziario perché le assicurazioni sono sempre riuscite a capitalizzare e ad incassare. Ma, paradossalmente, il mondo assicurativo è quello più interessante se leghiamo tali visioni all’innovazione. Si pensi al mondo della salute e alle classiche polizze assicurative o polizze sui sinistri. Alcune assicurazioni stanno puntando alla prevenzione per convincere i clienti a non ammalarsi e ad avere una vita sana. Alcune assicurazioni stanno analizzando tale fenomeno e hanno collegato al cellulare dei propri clienti favorevoli un chip di geo-localizzazione che misura quanto cammini e che stile di vita fai e i più virtuosi ottengono dei punti per potersi iscrivere in palestra oppure comprare dei libri su Amazon. Attraverso la tecnologia, le assicurazioni puntano alla prevenzione più che alla risoluzione del danno“.  

Il termine fintech si applica a vari ambiti: dalla sicurezza informatica, alla blockchain che ingloba anche le criptovalute, passando per gli algoritmi applicati alla consulenza finanziaria, virando sul sistema dei pagamenti oppure la cosiddetta open banking.

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Domenico Letizia

Domenico Letizia

Pubblicista presso il quotidiano nazionale L’Opinione, analista economico e geopolitico. Speaker radiofonico per i microfoni di "RadioAtene". Ha svolto analisi di mercato in collaborazione con la Camera di Commercio Italo Moldava(CCIM) e con l’ Associazione di Studio, Ricerca ed Internazionalizzazione in Eurasia ed Africa. Ricercatore, pubblicista e social media manager del progetto del “Water Museum of Venice”, membro della Rete Mondiale UNESCO dei Musei dell’Acqua. Iscritto all’Albo dei Giornalisti Pubblicisti della Campania dal gennaio 2019. Già Social Media Manager e Responsabile alla Comunicazione per numerose società di consulenza e internazionalizzazione.