10.4 C
Roma
giovedì, 22 Ottobre 2020

Equitalia, cartella esattoriale da 87 mila euro: il giudice applica la legge e la riduce a 11

-

- Advertisment -

È la rottamazione degli studi di settore? Forse.

Quegli odiosi meccanismi che, specie negli ultimi anni di crisi, hanno creato più di un problema alle partite Iva oltre che alle piccole e medie imprese, potrebbero finire in soffitta. A dare una spallata, ieri, allo strumento creato per accertare e determinare i redditi di imprese, lavoratori autonomi e professionisti è stata Rossella Orlandi: se un imprenditore ha motivi seri, certi e documentabili per non adeguarsi allo studio di settore non deve adeguarsi. Quello che ha detto il direttore dell’agenzia delle Entrate per certi versi non è una novità clamorosa: tuttavia se a parlare in questi termini è il numero uno del fisco italiano il quadro cambia drasticamente. Il messaggio «politico» è forte.

Addio studi di settore – Nel dettaglio, Orlandi ha spiegato che gli studi di settore «non sono uno strumento catastale, ma uno strumento di accertamento e nessuno è obbligato a pagare per reddito che non ha. Se siete convinti che i vostri dati siano corretti non adeguatevi». Più che un chiarimento (del quale non ci sarebbe bisogno), quello di «lady fisco» pare un invito: verificate bene i vostri conti e lasciate stare gli studi di settore. Se ci sarà una profonda riforma è presto per dirlo. In ogni caso, è evidente il tentativo di Orlandi di «umanizzare» l’amministrazione tributaria cercando di migliorare il dialogo tra Stato e cittadini. Obiettivo evidente anche quando il numero uno del fisco ha parlato della nuova dichiarazione dei redditi precompilata: «l’agenzia delle Entrate non ha mai fatto campagne terroristiche» sul nuovo 730. «Mi auguro che questa importante riforma – ha aggiunto- venga portata a fondo», ma «bisogna evitare contrapposizioni che non servono a questo Paese. Vorrei chiedere a tutti uno sforzo grande per provare a fare ognuno il massimo». Staremo a vedere.

La storia – Frattanto, altre buone notizie per i contribuenti sono arrivate da un tribunale, quello di Busto Arsizio in provincia di Varese. I magistrati lombardi, grazie all’azione dell’avvocato Pasquale Lacalandra, hanno dato semaforo verde a uno dei primi casi in Italia di «piani del consumatore» abbattendo un debito fiscale di una impiegata in cassa integrazione dell’87%, da 86mila euro a 11mila euro. La questione ruota attorno a una legge approvata nel 2012 sulla «composizione della crisi da indebitamento». Si tratta di norme poco conosciute che hanno di fatto introdotto nel nostro ordinamento il «fallimento» delle persone fisiche e dei piccoli imprenditori, vale a dire l’accertamento di situazioni di bilanci «familiari» in rosso, tecnicamente si parla di «squilibrio economico tra i pagamenti da effettuare e il patrimonio del debitore». Un po’ quel che accade quando un’azienda alza bandiera bianca e si avvia una procedura concorsuale. Come funziona? «Le procedure – spiega l’avvocato Lacalandra – riguardano i debitori non soggetti al fallimento (piccoli imprenditori, professionisti, privati in genere, ecc.)». E quali sono i vantaggi? «Il procedimento per la composizione delle crisi da sovraindebitamento – dice l’avvocato – permette di rivolgersi al tribunale con una proposta che, se accolta, diventerà vincolante per i creditori, anche se non si prevede il pagamento integrale di tutti i debiti». Nel caso deciso dalle toghe di Busto Arsizio è stata data una sforbiciata a una cartella esattoriale di Equitalia. Con un taglio dell’87% che è quasi da incorniciare.

Fonte: www.liberoquotidiano.it

di Francesco De Dominicis
twitter@DeDominicisF

- Advertisement -

Ultime news

Boris Johnson preme per un nuovo accordo commerciale con l’UE

0
Il Ceta come nuovo parametro commerciale di confronto positivo su cui sviluppare i futuri accordi tra Unione Europea e Regno Unito.

“Italia 2030”, formazione per il futuro sostenibile

0
Buffagni: “Sviluppo sostenibile ed Economia circolare opportunità per creare nuovi posti di lavoro, avvicinando cittadini e aziende”

Contributi a fondo perduto: 900 mila euro per le imprese

0
Lo stanziamento della Camera di Commercio di Lucca

OCSE: l’Italia ha un fisco poco competitivo

0
Nella classifica dei Paesi monitorati l'Italia occupa l'ultima posizione a causa del suo carico fiscale

La Sardegna e le opportunità legate all’acquacoltura

0
In arrivo sei milioni di euro di aiuti alle imprese di pesca e acquacoltura della Regione Sardegna per implementare l'occupazione locale.

Economia

Boris Johnson preme per un nuovo accordo commerciale con l’UE

Il Ceta come nuovo parametro commerciale di confronto positivo su cui sviluppare i futuri accordi tra Unione Europea e Regno Unito.

Contributi a fondo perduto: 900 mila euro per le imprese

Lo stanziamento della Camera di Commercio di Lucca

Il Decreto Rilancio rinnova l’incentivo “Resto al Sud”

Il sostegno a chi fa impresa nel meridione si rinnova con novità specifiche per il 2020.

Le sinergie commerciali con il Regno Unito post Brexit

Attualmente, il vero problema economico, commerciale e di export che si sta vivendo con il Regno Unito non è la Brexit ma la pandemia.

La Sardegna e le opportunità legate all’acquacoltura

In arrivo sei milioni di euro di aiuti alle imprese di pesca e acquacoltura della Regione Sardegna per implementare l'occupazione locale.

Il Decreto Rilancio rinnova l’incentivo “Resto al Sud”

Il sostegno a chi fa impresa nel meridione si rinnova con novità specifiche per il 2020.

Speciale InternazionalizzazioneRELATED
Scopri la nostra guida

- Advertisement -