Ancora poche ore all’approvazione da parte del governo del decreto legge da 12 miliardi che includerà, tra le altre cose, misure di sostegno alle imprese e interventi su scadenze fiscali per far fronte all’emergenza coronavirus.

Le misure sono state anticipate dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in una conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri, e in audizione dinanzi alle commissioni Finanza riunite di Camera e Senato.

Dei 25 miliardi a disposizione, ecco dunque come sarà investita la prima tranche da 12 miliardi.

Per quanto riguarda le misure fiscali, si respira un certo rammarico dal momento in cui il decreto arriverà a ridosso del 16 marzo, quando i professionisti saranno chiamati a versare l’Iva. “Da un lato prevediamo di posticipare una serie di adempimenti per venire incontro alle oggettive difficoltà di contribuenti e operatori del fisco – ha confermato Gualtieri – e dall’altro, per assicurare un adeguato sostegno alle aziende e ai lavoratori autonomi colpiti dagli effetti dell’emergenza sanitaria, in termini di riduzione del livello di attività e di fatturato con conseguente impatto sulla liquidità, potranno essere introdotte misure di sospensione dei versamenti tributari e contributivi, anche in previsione di un futuro parziale ristoro“.

Altro punto fondamentale è una maggiore liquidità per famiglie e imprese. Si punta a potenziare il fondo centrale di garanzia a sostegno delle Pmi. Ma non solo: “Prevediamo di sospendere il pagamento delle rate dei mutui e dei prestiti bancari, prolungandone la durata, con il sostegno di parziali garanzie statali. Sarà altresì previsto che le imprese possano continuare a beneficiare delle aperture di credito accordate ma non ancora utilizzate“. Infine un accenno a misure per il rafforzamento dei bilanci delle imprese attraverso incentivi che liberino nuove risorse a sostegno di nuova finanza per le imprese e per le famiglie.

Le misure di sostegno al lavoro andranno nella direzione del potenziamento della cassa integrazione in deroga e il fondo di integrazione salariale per l’intero territorio nazionale e per tutti i settori produttivi, incluse le attività con meno di 5 dipendenti. Il sostegno al reddito guarda anche gli autonomi: stagionali, nel turismo, partite Iva tra cui lavoratori del settore dello spettacolo, lavoratori a tempo indeterminato. “Si tratta di interventi che vanno nella direzione della tutela dei redditi – osserva Gualtieri – ma che al tempo stesso chiedono alle imprese di organizzare i luoghi di lavoro così da tutelare la sicurezza sanitaria dei lavoratori“.

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Redazione

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