L’allarme lanciato dal Presidente di Confcommercio Lazio Nord

La situazione di difficoltà degli istituti bancari e il conseguente riassetto organizzativo hanno portato, negli ultimi tempi, in tutta Italia, alla chiusura di numerose filiali e sportelli, con un progressivo allontanamento dai territori di provincia e di periferia dei servizi forniti dalle banche.

Si tratta di un grosso disagio avvertito da tutti i cittadini, ma in particolare da piccoli imprenditori, artigiani e commercianti, che necessitano di presenziare fisicamente in banca per la gestione e la messa in sicurezza dei loro incassi giornalieri.

Ricordiamo che proprio in questi giorni Unicredit ha ufficializzato 6 mila esuberi in Italia e la chiusura di 450 sportelli, con la motivazione ufficiale che l’attività dei clienti presso la filiale si sarebbe più che dimezzata in pochi anni per il «costante» aumento di clienti che fanno uso esclusivo di canali internet o telefonici. Ferma restando l’importanza che una banca punti sempre di più a digitalizzare processi e servizi, non va trascurata l’esigenza di chi si trova a maneggiare una gran quantità di soldi in contanti, giorno dopo giorno, e che desidera effettuare costantemente operazioni di versamento per non esporsi ai rischi della microcriminalità.

Nel riprendere l’appello lanciato dal Presidente di Confcommercio Lazio Nord, Leonardo Tosi, anche Imprese del Sud si unisce a tutti coloro che stanno soffrendo di simili disagi in tutta Italia, facendo un appello alle istituzioni affinché ascoltino e aiutino le attività economiche che garantiscono il benessere e la sopravvivenza dei paesi di provincia. Ecco le parole del Presidente di categoria:

La fase di riorganizzazione dei due più importanti istituti bancari (Intesa Sanpaolo – Unicredit) sta causando gravi disagi alle micro imprese commerciali che resistono, con grandi sacrifici, al processo di accentramento delle funzioni economiche. Prima la chiusura dello sportello Unicredit a Collevecchio, adesso la chiusura dello sportello Intesa a Roccasinibalda e poi?? Quante altri sportelli rischiano la chiusura? Il commerciante ha la necessità, almeno ogni due giorni, di recarsi direttamente in banca. I conti on line hanno senz’altro semplificato le operazioni di pagamento ma gli incassi giornalieri devono essere versati ed è difficoltoso doversi recare in città per espletare le operazioni inerenti la gestione finanziaria dell’impresa. La sopravvivenza delle funzioni commerciali di vicinato a servizio dei cittadini con limitata capacità di spostamento o di coloro che scelgono di sostenere attraverso i propri acquisti la vita dei borghi, passa attraverso la fruizione di servizi essenziali non sostituibili dalla rete. Ci uniamo quindi all’appello dei Sindaci della Valle del Turano per evitare la chiusura dello sportello di Roccasinibalda e sollecitiamo le istituzioni a farsi carico dei problemi reali delle imprese e dei cittadini dei centri minori.

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Giovanni Guarise

Giornalista professionista dal 2010, nel corso degli anni da freelance ha dedicato particolare attenzione al mondo della Piccola e Media Impresa, realizzando approfondimenti e focus per diversi quotidiani, e collaborando nelle attività di comunicazione per un'associazione di categoria in Veneto