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domenica, Agosto 1, 2021
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Il mercato ittico a confronto con l’emergenza sanitaria

Le imprese della pesca devono rivedere l’attualità commerciale del settore attraverso gli strumenti della tecnologia, della digitalizzazione e della realtà virtuale.

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L’emergenza sanitaria ha generato numerose problematiche per il mercato ittico, le imprese del settore e per i canali del variegato mondo Ho.Re.Ca legato al mondo ittico. Negli ultimi mesi, le analisi del settore sono possibili grazie alla cooperazione internazionale tra strutture diverse. L’Osservatorio europeo del mercato dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura (EUMOFA) è uno strumento di market intelligence dell’Unione europea nel settore della pesca e dell’acquacoltura, sviluppato dalla Commissione europea. Lo scopo è quello di incrementare la trasparenza e l’efficienza del mercato, analizzare le dinamiche dei mercati dell’UE, supportare le decisioni aziendali e di policy making.

L’organizzazione consente il monitoraggio diretto di volumi, valori e prezzi dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura, dalla prima vendita alla vendita al dettaglio, comprese le importazioni e le esportazioni. I dati del mercato ittico sono raccolti dai paesi dell’UE, dall’Islanda, dalla Norvegia, dal Regno Unito e dalle istituzioni dell’UE e sono aggiornati quotidianamente. L’UE è uno dei principali mercati mondiali di prodotti ittici: nel 2018, il suo consumo ammontava a 12,48 milioni di tonnellate, pari a circa 24 kg/pro capite. Il consumo, tuttavia, varia notevolmente all’interno della casa europea, passando da 85,9 kg/pro capite a Malta a 5,6 kg/pro capite in Repubblica Ceca. La spesa annua delle famiglie dell’UE per l’acquisto di prodotti ittici supera i 100 euro pro capite, una cifra pari ad un quarto dell’importo speso per la carne.

I prodotti più consumati sono il tonno (prevalentemente in scatola), il salmone, il merluzzo nordico, il pollack d’Alaska, i gamberi, le cozze e l’aringa. L’Europa fa fronte alla domanda interna di prodotti ittici principalmente con le importazioni, che coprono circa il 60% dell’approvvigionamento totale. Il salmone, il merluzzo nordico, il tonno, il pollack d’Alaska, la farina di pesce ed i gamberi sono i prodotti più importati. Invece, quasi il 15% dell’approvvigionamento del mercato europeo viene esportato. I prodotti più esportati del mercato ittico sono l’aringa, lo sgombro, il melù, il tonno, la farina di pesce e l’olio di pesce.

Con l’emergenza sanitaria, la contrazione dei consumi ha coinvolto quasi tutte le tipologie di prodotti ittici: spicca in particolare il dato dell’acciuga (-16,5%), del nasello (-13,2%), del polpo (-15,9%) e del pesce spada (-16,8%). L’analisi temporale evidenzia come al calo complessivo abbiano contributo principalmente le flessioni tendenziali di marzo (-30,1%) e aprile (-19,5%), durante la prima ondata della pandemia. Dinamica negativa che si è attenuata nell’intensità nei mesi successivi per poi accentuarsi di nuovo nel mese di ottobre (-8,8%), in concomitanza con il riacutizzarsi dell’emergenza sanitaria. Inoltre, le restrizioni nell’ultimo trimestre del 2020 per il contenimento della diffusione del virus, motivo della chiusura di molte attività del settore Ho.re.ca, hanno determinato un calo sostanziale della domanda, non completamente coperta dai consumi domestici. La disponibilità di prodotto si è comunque attestata su livelli medi ma la domanda, dopo il periodo estivo, ha subito un forte calo, facendo registrare una diminuzione dei prezzi per la maggior parte dei prodotti. I ribassi del periodo precedente le festività natalizie hanno carattere fisiologico ma i cali di quest’anno sono risultati più marcati, complice la chiusura dei ristoranti.

In corrispondenza delle festività si sono però delineati degli aumenti come è tipico del periodo e il nuovo anno vede l’emergere di nuovi fenomeni commerciali per il consumo di prodotti ittici. Il mercato di oggi si trova ad affrontare restrizioni di viaggio senza precedenti con situazioni economiche e ambientali difficili. In questo contesto le aziende del mondo ittico sono costrette a cercare soluzioni alternative che siano economiche, da realizzare rapidamente, che possano raggiungere facilmente i clienti e aprire le porte ai nuovi mercati globali. Il variegato mondo legato alla pesca e il Mediterraneo devono rivedere l’attualità commerciale del settore attraverso gli strumenti della tecnologia, della digitalizzazione e della realtà virtuale. Molta attenzione ha suscitato il primo evento virtuale dedicato al mondo ittico. Assoittica Italia, con il Digital Seafood Trade Show, ha elaborato una piattaforma innovativa, dinamica, flessibile, di facile utilizzo per affittare uno spazio virtuale con un costo decisamente inferiore rispetto ad affittare uno stand fisico.

Grazie alla realtà virtuale è possibile partecipare a una fiera con semplicità e immediatezza, andando online. Oggi, il Digital Seafood Trade Show è la prima e unica fiera internazionale dell’industria ittica (si svolgerà il 20 e il 21 maggio 2021) che raccoglie numerosi protagonisti della pesca nel Mediterraneo e nel mondo, con l’idea di trasferire tutto su una piattaforma digitale. Euromed International Trade sta seguendo i lavori della fiera virtuale supportando le imprese nel processo di adesione e incentivando percorsi di comunicazione attraverso un approccio semplice ma allo stesso tempo professionale e concreto, realizzando strategie di comunicazione digitale verticalizzate sui variegati progetti d’internazionalizzazione e ottimizzando la presenza delle imprese sul web per valorizzare i prodotti e i contesti geografici di interesse.  

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    Domenico Letiziahttps://www.domenicoletizia.it/
    Giornalista, scrive per il quotidiano "L’Opinione delle Libertà", e analista economico e geopolitico. Ricercatore e social media manager del “Water Museum of Venice”, membro della Rete Mondiale UNESCO dei Musei dell’Acqua. Responsabile alla Comunicazione per numerose società di consulenza e internazionalizzazione.
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