Economia

Spending review: Rilascio DURC in compensazione dei crediti PA – si profila un’altro fallimento

Un emendamento al decreto sulla spending review prevede il rilascio del DURC in caso di crediti con la PA almeno uguali al debito contributivo.

Il DURC sarà rilasciato alle imprese che vantano crediti con la PA, in compensazione dei debiti contributivi che normalmente inficiano il rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva.

È quanto prevede un emendamento al decreto sulla spending review attualmente allo studio del Governo.

Un ulteriore proposta per cercare di risolvere l’annoso problema del ritardo nei pagamenti dalla PA.

Per ottenere il rilascio del DURC, in presenza di un debito contributivo, bisognerà presentare la certificazione «rilasciata ai sensi dell’articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, come modificato dal presente articolo, che attesti la sussistenza e l’importo di crediti certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni».

L’importo del credito dovrà essere almeno pari al debito contributivo contratto dall’impresa. Non sono quindi ammesse compensazioni parziali.

Per l’attuazione della misura e per conoscere le modalità esatte bisognerà però attendere un successivo apposito decreto del Ministro dell’economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, che dovrà arrivare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto sulla spending review.

Da precisare che esiste un vincolo: l’assenza di riflessi negativi sui saldi di finanza pubblica.

Imprese del Sud, plaude all’iniziativa ma la reputa ancora una semplice goccia d’acqua che non riuscirà a risolvere il problema. Tutto resterà vincolato all’emissione del Certificato di credito “certo ed esigibile” che dovrà essere rilasciato dal burocrate di turno.

Già immaginiamo cosa accadrà!

Il sistema della certificazione del credito in compensazione dei debiti, è stata già sperimentata in ambito Equitalia, e non ha prodotto nessun risultato tangibile, in quanto l’emissione della certificazione (positiva o negativa) non era obbligatoria ne furono previste sanzioni a carico dei funzionari che non provvedevano all’emissione.

Si palesa l’ennesima pastoia burocratica della nomina del Commissario ad Acta, in caso di mancata emissione del certificato, che diventerà un ennesimo balzello economico a carico della collettività.

Chiediamo, quindi alla politica tutta di individuare misure più concrete, prevedendo ad esempio, sanzioni pecuniarie a carico del funzionario pubblico che, senza giustificato motivo, non rilasci la certificazione entro 30 giorni dalla richiesta applicando la norma del silenzio/assenso, norma peraltro già applicata nel rilascio dei DURC qualora l’Istituto Previdenziale non risponda nei tempi dovuti.

 

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